Ragazzi per sempre

di Carmelo La Carrubba

 

 

Due giovani settantenni rievocano il loro passato con il disincanto di un’arte scenica capace di rappresentare la loro vita artistica.
Essi sono Tuccio Musumeci, un grande attore e il maestro Nino Lombardo i protagonisti dello spettacolo “Ragazzi per sempre” che attraverso un escursus autobiografico raccontano l’Italia di ieri nonché la Catania degli Anni Cinquanta e Sessanta che godeva di una certa fiorente agiatezza e veniva chiamata per lo spirito imprenditoriale – con troppa enfasi – la Milano del Sud. Tuccio e Nino sono due catanesi autentici e rappresentano – con la loro testardaggine – la parte attiva di una città intraprendente che dal nulla riesce a mettere su una qualunque attività. Tuccio Musumeci nasce in una famiglia di professori universitari e il suo destino sarebbe stato una cattedra, una clinica privata e una vita agiata. Ha rifiutato il certo per l’incerto e ha scelto – almeno all’inizio – la vita del guitto quando senza soldi per calmare la fame si “spanzava” mangiando “calia” e bevendo acqua. Egli ha rappresentato e rappresenta la Catania autentica dimostrando che quando si ha talento e determinazione si ottengono i risultati voluti. E Tuccio Musumeci e i suoi amici Nino Lombardo e Pippo Baudo attraverso una dura gavetta diventano, ognuno nel proprio campo, dei numeri uno: in teatro, nella musica, nella televisione.


Quello che colpisce tutt’ora negli spettacoli in cui Tuccio è attore anche di sé stesso è – come si diceva all’inizio di questa nota – il disincanto con cui racconta la sua vita, le sue esperienze, le sue scelte accompagnate da quelle battute taglienti e spiazzanti che rappresentano una delle caratteristiche della sua comicità che vive di ironia e di auto-ironia e di una penetrante analisi della realtà che lo circonda su cui riversa la sua irriverente comicità di attore.
Lo spettacolo di cui parliamo si articola su aspetti complementari dei due protagonisti principali: il comico che fa ridere e il musicista al pianoforte che accompagna l’altro ne copre le pause divertendo ed in questo gioco scenico i due amici hanno tanto da raccontare dall’infanzia al matrimonio attraverso gag e scenette esilaranti come quella di Tuccio quando andò, appena sposato , a Taormina in luna di miele, a consumare la prima notte di nozze e giocando con ironia sulla propria magrezza che allora lo caratterizzava, complice il pudore della donna che per non vergognarsi si spogliava al buio, quando fu il momento fatale della congiunzione la sposa nell’impatto gridò: “Tuccio accendi la luce perché mi è caduto addosso il Crocefisso”.


Questo spettacolo nasce all’insegna della leggerezza sia per la vena autobiografica che lo percorre sia perché è esso stesso compendio di un periodo storico ben preciso nonché della storia dello spettacolo leggero che visse dal dopoguerra in poi quando quando dall’avanspettacolo si passò al varietà con i suoi miti che furono Dapporto, Taranto, Macario, Osiris, il grande Totò, la Magnani. E tutt’ora diventa difficile per lo spettatore comprendere lo spessore dell’attore Musumeci che è comico e tragico ad un tempo, drammatico, brillante quando vuole.
Egli è stato per moltissimi anni una colonna dello Stabile catanese ed ora ha trasferito quella colonna in un suo progetto che è il Teatro Brancati. Cultura e managerialità si fondano e rappresentano la città. Sia quella di oggi che quella di ieri descritta dallo scrittore Vitaliano Brancati o da Ercole Patti sui quali si posa una certa nostalgia.
La musica di Kurt Weill suonata da Nino Lombardo ha avviato l’apertura del sipario sull’avanspettacolo nello stile di Brecht che inserendo l’orchestrina in palcoscenico costruiva i suoi spettacoli. E di seguito il comico napoletano Ivano Falco cantava le canzoni della sua terra che furono protagoniste nell’avanspettacolo caratterizzate dal “dialogo” col pubblico, interpretato da Enrico Manna, con risultati esilaranti……


Il ritmo del maestro Lombardo cioè il suo modo di tenere il tempo dello swing, nel suo personalissimo stile, ha avuto modo di ricreare la musica americana da lui amata – per intenderci quella degli Anni Sessanta cantata dagli italo-americani – e fatti rivivere dalla voce di Claudio Musumeci in maniera esaltante.
Mentre le scenette, le gag hanno visto l’interpretazione di un maestro nell’arte dell’equivoco, della volgarità simulata, del sottinteso sessuale, dell’ironia permanente che ha il nome di Tuccio Musumeci che con Enrico Manna e Giorgia Migliore nel ruolo della tassinara, si sono scambiati battute, ammiccamenti, allusioni creando sorrisi e risate.


In questo spettacolo oltre l’umorismo e la comicità è presente il tema dell’amicizia vera, vissuta; ed in una città levantina com’è Catania in cui vive quella interessata non è cosa da poco vedere ancora Tuccio, Nino, Pippo che con la loro solidarietà si sentono ancora “Ragazzi per sempre” ; è un inno da seguire come suggerisce il filmato finale con la faccia di Baudo rassicurante ed entusiasta.
Uno spettacolo bello e divertente che fra scenette, gag, canzoni, voci e videonoker oltre a divertire, a ricordare, fa cultura per i contenuti e l’intelligente regia di Antonello Catodici (scene di Riccardo Pericone, costumi delle sorelle Rinaldi, videonoker di Roberto Gallà) che ha dettato tempi scenici incalzanti; inoltre, ha saputo “dosare” parola e musica in alternanza con la finalità del divertimento ma anche della riflessione.
Ben collaborato da un cast di bravissimi attori che sono Ivano Falco, Enrico Manna, Giorgia Migliore splendida nel ruolo di soubrette, Claudio Musumeci.
Pubblico divertito e plaudente durante tutto l’arco dello spettacolo.