Ritornare al sud
di Carmelo La Carrubba


In esclusiva per la Sicilia ad opera del Teatro Stabile della città di Catania è andato in scena al Teatro Metropolitan – in un’unica serata – lo spettacolo “ Ritornare al Sud “ del filosofo Marcello Veneziani ispirato alla sua opera “Il segreto del viandante”. Ottima occasione per il cinquantenario della Fondazione teatrale nell’ambito di una mirata e ricca programmazione che cadrà il prossimo dicembre e che sarà rappresentata – secondo le linee programmatiche del direttore artistico Giuseppe Dipasquale – da altri appuntamenti prestigiosi con i protagonisti del panorama teatrale italiano all’insegna della valorizzazione di quella cultura mediterranea in cui lo Stabile etneo affonda le proprie radici.
“Ritornare al Sud” è un viaggio della memoria – di sapore prustiano – un itinerario singolare alla ricerca di un’infanzia e di un tempo che si sono cristallizzati nella mente e che appartengono – ormai – e ne sono stati l’espressione – ad una civiltà contadina e pre-industriale che caratterizzò un lungo periodo che ebbe fine con la Seconda Guerra Mondiale. Marcello Veneziani ne ha ricostruito il senso e l’atmosfera attraverso un vocabolario particolare in cui spiccano le parole: luce, asino, pane, casa natale, treno, piroscafo, mare, controra, matrimonio in cui egli narra – analizzando queste parole – quale era l’immaginario e la realtà dell’uomo del Sud.

 

Cosimo Damiano Damato che ha curato la regia e l’impostazione della messa in scena, ha creato uno spettacolo ricco di intensa emotività per la carica evocativa che prorompe dalla parola e dalla musica. Perché la fusione perfetta di parola e musica – su cui si articola il recital – con le voci recitanti di Giancarlo Giannini e di Silvia De Santis che hanno saputo interpretare il senso magico di una civiltà e di una cultura, facendone rivivere la poesia di quello che fu il tempo della nostra infanzia sia individuale che storica accompagnati dal Jazz Quartet che ha suonato arrangiamenti di musiche di Franco Battiato, ha costituito la base del ricordo di un’epoca, la nostalgia di un tempo ormai perduto. E’ struggente – in questo spettacolo – la nostalgia di qualcosa di perduto che la nostra memoria – attraverso le foto, la musica e la memoria storica ha cercato di recuperare. E in “Ritornare al Sud” la nostalgia diventa l’itinerario per il recupero delle radici del nostro essere e della nostra cultura affinché ci si possa proiettare verso il futuro. La musica resa in maniera essenziale da Mario Rosini pianoforte e voce, la voce di Rosanna Brandi, accompagnati da batteria e contrabbasso hanno creato il clima struggente della nostalgia per quello che fu. Ad accompagnarci in questo viaggio è stata la voce calda, vibrante, intensamente misurata di Giannini che ha “letto” in maniera singolare le nove letture che costituiscono il testo dello spettacolo: la luce, ricordare, abitare, mangiare, riposare, sognare, viaggiare, amore, tornare modulata in maniera rievocativa e scandita dai ritmi ancestrali di un Sud ormai mitico.

 

Straordinaria la lettura della De Santis soprattutto nella rievocazione del matrimonio e delle feste in Sicilia. La controra è forse stato l’apice della cifra stilistica dello spettacolo che ha contraddistinto il carattere di un popolo, di una civiltà. Poco più di un’ora di spettacolo agile, ben impostato, capace di appagare la raffinatezza di un pubblico colto che ha saputo “gustare” - applaudendolo – uno spettacolo misurato ma di rara poetica intensità.