Cosimo Damiano Damato che ha curato la regia e l’impostazione della messa in scena, ha creato uno spettacolo ricco di intensa emotività per la carica evocativa che prorompe dalla parola e dalla musica. Perché la fusione perfetta di parola e musica – su cui si articola il recital – con le voci recitanti di Giancarlo Giannini e di Silvia De Santis che hanno saputo interpretare il senso magico di una civiltà e di una cultura, facendone rivivere la poesia di quello che fu il tempo della nostra infanzia sia individuale che storica accompagnati dal Jazz Quartet che ha suonato arrangiamenti di musiche di Franco Battiato, ha costituito la base del ricordo di un’epoca, la nostalgia di un tempo ormai perduto. E’ struggente – in questo spettacolo – la nostalgia di qualcosa di perduto che la nostra memoria – attraverso le foto, la musica e la memoria storica ha cercato di recuperare. E in “Ritornare al Sud” la nostalgia diventa l’itinerario per il recupero delle radici del nostro essere e della nostra cultura affinché ci si possa proiettare verso il futuro. La musica resa in maniera essenziale da Mario Rosini pianoforte e voce, la voce di Rosanna Brandi, accompagnati da batteria e contrabbasso hanno creato il clima struggente della nostalgia per quello che fu. Ad accompagnarci in questo viaggio è stata la voce calda, vibrante, intensamente misurata di Giannini che ha “letto” in maniera singolare le nove letture che costituiscono il testo dello spettacolo: la luce, ricordare, abitare, mangiare, riposare, sognare, viaggiare, amore, tornare modulata in maniera rievocativa e scandita dai ritmi ancestrali di un Sud ormai mitico.
Straordinaria la lettura della De Santis soprattutto nella rievocazione
del matrimonio e delle feste in Sicilia. La controra è forse stato
l’apice della cifra stilistica dello spettacolo che ha contraddistinto
il carattere di un popolo, di una civiltà. Poco più di un’ora di
spettacolo agile, ben impostato, capace di appagare la raffinatezza di
un pubblico colto che ha saputo “gustare” - applaudendolo – uno
spettacolo misurato ma di rara poetica intensità.
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