Scomunicando
di Carmelo La Carrubba

 


Sono andato a Modica al Teatro Garibaldi per assistere allo spettacolo di beneficenza “S…comunicando” andato in scena venerdì sera in favore dei piccoli emigranti della zona promosso dal Kivanis locale nel nome del suo presidente professore Barone. Protagonisti dello spettacolo quattro professionisti medici, alcuni primari altri liberi professionisti che hanno costituito “ il cabaret dei cabarotti” che da dieci anni a questa parte si divertono e divertono con i loro testi intelligenti che graffiano senza inutili volgarità attraverso una satira, un umorismo e una capacità di linguaggio scenico che ormai non ha più niente di dilettantistico. Il tema dello spettacolo è la comunicazione o meglio quanto di equivoco spesso sottintende la parola quando fa parte del linguaggio burocratico o di situazioni che vengono presentate con quell’apparente oggettività che non è altro che una maniera impropria di usare sia il linguaggio che la comunicazione.

 

 Due ore di spettacolo che scorrono via leggeri creando situazioni comiche a ripetizione che la dicono lunga sulla bravura di questo quartetto il cui trascinatore è Eugenio Barone che “detta” ritmi comici e scenici travolgenti agli altri componenti dello spettacolo che sono Pippo Carbone, Diana Cinà, Pippo Patanè. I motivi musicali nello spettacolo sono importanti ma servono da collant alle varie scenette, sketch, canzoni, calembour in cui emerge la bravura di Pippo Carbone alla tastiera e di Pippo Patanè alla chitarra che sottolineano la voce della Cinà e quella di Eugenio Barone. Questi che è senza dubbio il mattatore dello spettacolo ha tre splendidi interlocutori dalle enormi potenzialità, rende esilaranti gli sketch sulla pubblicità ingannevole e gli annunci pubblicitari attraverso le telefonate in coppia con la Cinà di notevole effetto. Ma dove Barone raggiunge il meglio della sua verve comica è quando fa rivivere sulla scena le peripezie di un padre al mattino quando deve difendere il suo bagno dalla intrusione dei suoi figli. Una comicità spontanea, diretta in cui parola, situazioni e contenuti trovano tempi comici fulminanti che arrivano allo spettatore facendolo ridere a ripetizione.
Altro tema trattato – su un testo surreale di Marcello Marchesi – però sviluppato da loro stessi fino alle estreme conseguenze – è quello sull’acqua minerale e naturale in una escalation di situazioni e di battute, di equivoci che si risolvono in un tormentone su ciò che è naturalmente naturale o minerale. Infine – essendo quattro medici – offrono sulla Sanità un panorama di inefficienze non di breve durata ma di lunga amara comicità.
Cos’è che rende solidi i loro spettacoli? Mi chiedo! E’ sicuramente una naturale, congeniale familiarità col palcoscenico della vita per motivi professionali portati e affinati su altre tavole dove si aggiunge un ulteriore talento ora musicale, ora canoro ora scenico associato alla capacità di aver trovato una partitura comica comune e dei tempi scenici efficaci che sono quelli e non altri e che sono diventati di questi splendidi amici che li sanno interpretare per la gioia di un pubblico che si diverte e ringrazia con applausi, applausi.