Serata d'onore e di amore
di Carmelo La Carrubba

 

 

Che gran bella figura d’attrice è Anna Mazzamauro. Vederla muovere sul palcoscenico sicura nei panni del personaggio che interpreta è un autentico spettacolo. Essa sa mascherare la sua fragilità o meglio la sua “atipicità” con maestria anzi ne fa il tema del suo spettacolo “Serata d’onore e d’amore” in scena al Teatro Vitaliano Brancati di Catania fino al 21 aprile.
Il suo gioco scenico è tutto imbevuto d’ironia ma soprattutto di auto-ironia: il tema – ripeto - le donne con le proprie atipicità in cui spicca il binomio bellezza e bruttezza come un binario su cui scorrerà il treno della vita. Spesso – dice la Mazzamauro - si privilegia la bellezza dimenticando che essa dura poco mentre la bruttezza ha la certezza della durata. E così la Mazzamauro gioca con sé stessa raccontando della sua lunga convivenza con questa atipicità e creando per il pubblico un personaggio di donna che è anche il ritratto di altre donne che come lei hanno compreso molto del mondo e degli uomini i quali ultimi, almeno quando snobbano non creano ulteriori danni.
Quello della Mazzamauro è un umorismo corrosivo che si stempera in una ironia bonaria così com’è nell’animo e nelle finalità dei romani.
L’atto unico di cui parliamo è un lungo monologo della protagonista: il suo “one woman show” che rivela una attrice nella sua interezza con tante interessanti sfaccettature che sa essere comica e drammatica, sa essere una trascinante affabulatrice dalla battuta fulminante capace di di spiazzare il più distratto degli spettatori.
In questo suo rapporto col pubblico Ella ne rivela dedizione ed entusiasmo come in un atto d’amore che definisce ogni suo debutto con un pubblico sempre diverso..
In questo spettacolo Anna Mazzamauro è accompagnata da Riccardo Taddei alla fisarmonica: il rapporto parola musica rende struggente i suoi ricordi evocati in scena di una vita vissuta fra avanspettacolo, cinema e teatro: dalla signorina Silvani, sogno proibito del ragioniere Fantozzi, al teatro con Alberto Lionello, alla rievocazione di Anna Magnani con le sue canzoni romananesche fino all’omaggio all’attrice romana ispirato alla “Voce umana” di Jean Cocteau che fa rivivere la drammatica rottura fra la Magnani e Rossellini quando quest’ultimo la lasciò per Ingrid Bergman. E lo spettacolo si snoda attraverso un intreccio di arte e vita: Luciano Salce, Federico Fellini, Pierpaolo Pasolini con i quali l’attrice ebbe un rapporto di lavoro intenso nella creazione dei suoi personaggi.
Uno spettacolo lineare, apparentemente semplice ma sostanzialmente articolato attraverso risvolti drammaturgici di una vita vissuta sul palcoscenico in cui scopriamo che la comicità è anche strumento di conoscenza o quanto sia importante per l’attrice il rapporto con il pubblico che nel caso di Anna Mazzamauro testimonia di un amore quale alimento di vita artistica.
Uno spettacolo che oltre a far ridere e divertire fa riflettere e che è stato ben gradito dal pubblico che ha applaudito sia durante che alla fine della rappresentazione.