Settanta ma non li dimostra
di Carmelo La Carrubba

 


Per i più anziani ci sono stati i favolosi Anni Cinquanta ma per il cabarettista Gino Astorina e il cantautore Vincenzo Spampinato esistono i prestigiosi Anni Settanta – quando erano giovani – che scardinarono con il ’68 prima e il ’77 dopo una mentalità.
Lo spettacolo “Settanta ma non li dimostra” in scena al Teatro Brancati dal 16 al 25 febbraio è il concerto-cabaret con Gino Astorina e Vincenzo Spampinato che attraverso l’ironia rievocano quegli Anni sia attraverso le canzoni sia attraverso la riflessione di Gino Astorina che vanno al cuore del problema in una Catania quando portare i capelli lunghi per un uomo significava essere guardato dagli altri con sospetto.
Questa strana coppia di artisti riesce sulla scena a creare una sintonia straordinaria rievocando quegli Anni da angoli diversi ma con una univoca visione pur attraverso la diversità del loro linguaggio che però ha la capacità fondersi e integrarsi e diventare racconto scenico anzi spettacolo.
Per cui assistiamo a come per la musica sia stato un momento magico che ha dato un largo tappeto musicale costituito da cantautori italiani: Battisti, Fossati, Dalla, Baglioni, ai Beathes con in testa Jm Morrrrison.
Nel rievocare questo dissacrante periodo non c’è soltanto la visione di quello che accadeva in Italia e nel mondo ma soprattutto di quanto si rifletteva su Catania e, in particolare, su Gino Astorina e Vincenzo Spampinato che sono i protagonisti di ieri ma soprattutto, oggi, gli artisti capaci di far rivivere sulla scena un mondo in trasformazione. Essi sono due straordinari artisti che sanno creare con leggerezza e ironia – pur affrontando argomenti seri, una particolare empatia con il pubblico fino al punto di coinvolgerlo trascinandolo nel gioco scenico come fosse – a sua volta – protagonista.
E questo “dialogo” con il pubblico come fosse fra amici in un salotto – è uno spettacolo nello spettacolo - è una rievocazione e una riflessione su un periodo creativo ma abbastanza duro per i contrasti e i capovolgimenti che riuscì a creare. Ma per la nostra coppia di artisti , soprattutto nella rievocazione cabarettistica di Astorina – la leggerezza umoristica del catanese diventa la chiave di lettura di un’epoca in salsa liotru. Questa coppia è ricca di potenzialità e risorse canore in quanto alterna in uno scambio di ruoli capaci di chiarire aspetti anche bui di un’epoca che segnò una svolta epocale nel costume italiano, nella musica italiana, nella satira che però – nel caso nostro – è tutta intimista e filtrata attraverso la visione individuale dei protagonisti.
Lo spettacolo è piacevole, divertente e ben allietato dalla musica e dal canto di Vincenzo Spampinato che delle canzoni degli Anni Settanta ci ha fatto gustare l’intensa poesia di un periodo irripetibile. Nel gioco del coinvolgimento dei due artisti col pubblico lo spettacolo si è protratto oltre i novanta minuti giocondo sul “bis” che richiesto dal pubblico coinvolge l’artista: il godimento artistico è stato intenso e ben inteso da un pubblico che si è divertito e ha applaudito sentitamente durante e alla fine della rappresentazione.