Sinceramente bugiardi
di Carmelo La Carrubba

 

La commedia “Sinceramente bugiardi” di Alan Ayckbourn che ebbe tanto successo negli anni ‘60/’70 è in scena al Teatro Brancati dal 1° marzo e si fa tuttora apprezzare per la sua scrittura leggera e raffinata, per lo scavo psicologico ma soprattutto perché mette lo spettatore di fronte alle miserie umane per poterne ridere.

Il quadro che ne viene fuori è quello di due coppie che esprimono e caratterizzano non solo un’epoca ma “fotografano” una mentalità che è alla base del rapporto di coppia in cui basta un niente – nel nostro caso sono un paio di pantofole – a scatenare quel rivolo di gelosia che può avvelenare la convivenza. Nel bisogno di verità da parte di un componente della coppia si assiste a un racconto in cui approfondimento psicologico e gioco scenico si sviluppano e si intrecciano creando situazioni comiche davvero irresistibili. E ancora più intrigante si fa il gioco man mano che si è vicini alla verità in cui la bugia è la vera protagonista con le sembianze di un paio di pantofole che alla fine non sveleranno il vero proprietario dopo aver messo a nudo il loro animo e il gioco di sotterfugi e svelamenti che la situazione comporta: un vero e proprio gioco scenico tutto giocato sulla bravura degli attori che padroni di veloci tempi comici creano unna comicità coinvolgente nello spettatore che ride abbondantemente . E però in questo coinvolgimento comico lo spettatore non potrà non riconoscere che non sta ridendo solamente di una storia ben raccontata ma sta ridendo anche di situazioni che durante la sua esistenza forse hanno fatto parte della sua esperienza sia di vita che amorosa. Sono dei momenti di forte intensità sia da parte di chi tiene le fila dello spettacolo sia di chi assiste – come in uno specchio – a qualcosa che gia conosce o ha visto.

Questo per dire quanto, a volte, la leggerezza può essere capace di rappresentare “drammi” psicologici in maniera non solo gradevole ma addirittura nei suoi risvolti comici.

In questo gioco scenico che è della commedia il tutto è affidato non solo alla bravura della regia di Vittorio Rosa che sa tenere la giusta intensità della tensione per tutto l’arco dello spettacolo ma soprattutto alla maestria degli attori che padroni di tempi comici efficaci scatenano consensi e risate a cominciare da Alessandra Cacialli nel delineare il personaggio di Sheila per finire con Debora Bernardi nei panni di Ginny che scatena con le sue ambiguità e bugie il motore di questa commedia in cui Sebastiano Trincali – Philip – crea il personaggio dell’anziano che vuole sentirsi giovane attraverso la giovane amante a Filippo Brazzaventre che nell’ansia di verità di un giovane che ama strappa veli su veli per passare da una bugia ad un’altra in quanto alla fine le pantofole non troveranno il proprietario.

In questa girandola di situazioni la consumata arte della Cacialli diventa il cardine di un equilibrio che è delle coppie ma è anche dell’intero spettacolo.

Che poi la bugia – oltre – che le pantofole – sia a teatro la protagonista questa non è una scoperta ma la certezza che quello è teatro.

Belle e funzionali le scene (un interno e un esterno) di Susanna Messina nonché i costumi delle sorelle Rinaldi. Appropriate le luci di Sergio Noè.

Pubblico coinvolto e divertito ha applaudito durante e alla fine della rappresentazione.