Sogni d'oro
di Carmelo La Carrubba

 


Pregevole iniziativa a Catania per merito di tre Associazioni “Libra”, “Nuova Economia” e "Bandiera della Pace” che si prefiggono di promuovere Cultura quale “elemento fondante di una vita all’insegna della creatività, della bellezza e della pace” incentrata sulla figura di Adriano Olivetti attraverso una pièce teatrale “Sogni d’oro” che dell’industriale di Ivrea racconta la sua favolosa storia.
Autore ed interprete di questa favola andata in scena al Piccolo Teatro di Catania l’attore (è stato anche clown) Roberto Scarpa (un suo primo racconto è dedicato alla vicenda di Camillo e Adriano Olivetti) che nel rievocare la personalità e la vita di padre e figlio, ebrei, entrambi imprenditori con caratteristiche particolari: con loro la visione del capitalismo italiano si arricchisce della esperienze di altri industriali ma segna anche un rapporto diverso fra padrone e operaio nella gestione della fabbrica il cui fine era il profitto.

Con Olivetti si ridimensiona il concetto di profitto in favore delle esigenze degli operai per guadagnare di più ed essere protetti dai licenziamenti, dalle malattie e nella protezione dei loro risparmi. Una visione rivoluzionaria di un socialismo umanitario che nella elaborazione di Adriano diventa Comunitaria per soggetti cristiani. All’incremento dell’industria delle macchine da scrivere e dei futuri computer fa riscontro una linea culturale condivisa anche da grandi intellettuali o ricercatori o inventori che ne scrivono sulla rivista “Comunità” in cui si cerca di tracciare una visione etica sia del lavoro che del profitto per evitare politicamente quegli eccessi di competitività che spesso sfociano in laceranti lotte sociali.


Il testo dello spettacolo nel suo exursus storico-politico-finanziario è, in tal senso, ricco di esempi e di riferimenti.. Quest’uomo in una intervista affermò “In me non c’è che futuro.” Rappresentando ieri e credo anche oggi – nell’ottica di queste Associazioni e nello spirito dello spettacolo – “l’uomo del futuro” cioè l’esempio nella conduzione di una fabbrica.

Pensavo, durante lo spettacolo, che già la Merkel in Germania, pur non essendo una filantropa, ha voluto che gli operai partecipassero alla gestione della fabbrica: una parte del sogno di Adriano Olivetti si realizza e il titolo di questo spettacolo diventa un augurio per il nostro futuro.


Roberto Scarpa con “Sogni d’oro” racconta questa esperienza che attraverso il Novecento ha visto tanti uomini e donne vivere e sognare: senza stancarsi di continuare a sognare! Mentre la voce dell’attore scorre convinta sulla vicenda delle immagini – proiettate alle sue spalle su un grande schermo – creano suggestivi collegamenti fra il tempo e l’azione dei protagonisti riferiti al momento in cui viviamo. Suggerirei un maggior contributo figurativo come contributo al linguaggio scenico. Luca Morelli alla chitarra con le sue musiche originali o evocando motivi che hanno segnato un’epoca ha creato una suggestiva colonna sonora : il Novecento rivive con le sue idee fra utopia e socialismo reale, fra muri che crollano e sogni che si ripetono fra cui quello di Adriano Olivetti.
Il folto pubblico che ha seguito con attenzione la performance di Scarpa ora ironica, ora brillante, ora drammatica, ora comica, è esploso con lunghi e meritati applausi alla fine dello spettacolo.