Sola me ne vo
di Carmelo La Carrubba

 

“Sola me ne vo” è lo spettacolo di Mariangela Melato al Teatro Metropolitan per lo Stabile di Catania in cui l’artista milanese - in questo straordinario musical autobiografico – che è il romanzo della sua vita privata e professionale, ha modo – ancora una volta – di eccellere al centro della scena grazie al suo talento di attrice che le consente di attirare l’attenzione degli spettatori in maniera insolita per uno spettacolo in cui essa è la protagonista di sé stessa.

La Melato – con questa sua interpretazione – ha così modo di mostrare la sua versatilità e una volontà non comune nel far vedere non tanto quello che già conoscevamo della grande attrice interprete del personaggio di Fedra che in un frammento viene riproposto al pubblico quanto di far diventare spettacolo una vita privata segnata più dalla normalità che da episodi mitici od eroici. E qui sta forse la grande scommessa degli autori e dell’attrice nel proporci uno spettacolo brioso e brillante che è in fondo lo spaccato di una società che – almeno per quelli della sua età e non soltanto – ci appartiene perché quelle canzoni che hanno accompagnato il suo e il nostro cammino e le nostre solitudini creano una simbiosi fra la vita dell’artista e quella meno artistica degli spettatori.

Ma quello che diventa importante per lo spettacolo è che quando sul palcoscenico c’è un’attrice completa ricca di esperienze sceniche e drammaturgiche, filmiche e televisive non può non esserci che uno spettacolo di grande fascino perché quell’attrice sa essere padrona del mezzo e della scena, sa ballare e cantare e sa muoversi con quella sicurezza e autorità che contraddistingue l’attrice di classe dal fascino indiscutibile che – ripeto – ci può affascinare con le storie di una mamma sartina e di un padre vigile urbano ma che ha esperienze con Strehler, Visconti, Fo, Avati, De Sica, Monicelli, Petri, Wertmuller e che canta in maniera personalissima la ballata di Mackie Messer o “In cerca di te” di Nella Colombo o “Qualcuno era comunista” del suo amico Gaber o quando balla con sei ballerini con una scenografia televisiva dovuta a Luca Tommasini mentre i testi sono di Cerami, Cassieri, Melato, Solari di quest’ultimo è anche la regia che ha accompagnato la performance della Melato che si è sviluppata senza pause, calamitando l’attenzione di un pubblico attento e affascinato dalla sua bravura che ha sottolineato con applausi durante e alla fine dello spettacolo.