Some girl (s)
di Carmelo La Carrubba


Nei testi narrativi o teatrali di uno scrittore spesso è presente – in maniera più o meno mascherata – la componente autobiografica e non potrebbe essere diversamente.
In “Some Girl (S)” di Neil LaBute , lo scrittore americano della generazione del dopo Mamet, c’è la rappresentazione della genesi del nucleo del racconto in cui attraverso l’esigenza del protagonista, il giovane Guy, fa un viaggio nel suo passato sentimentale incontrando una alla volta le sue ex fidanzate. Il suo scopo è quello di farsi perdonare gli errori commessi in attesa di sposarsi.
“Some Girl (S)” è lo spettacolo in scena al Teatro Musco per lo Stabile catanese dal 5 all’8 marzo per la regia di Marcello Cutugno sue le luci e la colonna sonora, le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Annapaola Brancia D’Apricena .
Il giovane Guy – interpretato da Gabriele Russo – vuole capire come realmente si sia svolta la sua educazione sentimentale così da pervenire ad una maturità di uomo consapevole: fa la scoperta sconvolgente di essere stato un “adolescente” immaturo che barcolla fra la paura di impegnarsi e il senso di colpa per il successivo abbandono dell’amata.
In quella che sarà condotta come una indagine - perché il protagonista ne documenta gli incontri con un registratore - c’è – non solo – la rappresentazione dei suoi rapporti e incontri con le precedenti fidanzate ma anche conosciamo il pensiero di giovani donne americane nel loro rapporto con l’amore e le sue inquietanti sorprese ad iniziare da Sam (La aura Graziosi) ormai sposata ma ancora aperta al passato : gli rimprovera di essere stata abbandonata mostrando ulteriormente i suoi limiti e le sue aspirazioni piccolo borghesi. Tyler (Bianca Nappi) è una donna indipendente e apparentemente sicura di sé che usa la seduzione come un’arma di conquista : ma forse è una donna fragile che tenta di difendersi perché teme di rimanere scottata. Lindsay (Roberta Spagnolo) è ancora in cerca di una vendetta da attuare nei suoi confronti : dimostra una personalità ambigua divorata da opposti sentimenti. Infine Bobbi (Martina Galletta) sembra una donna emancipata e con le idee chiare e lontana dalla trappola delle relazioni inconcludenti ma forse sussiste anche in lei la componente della rivalsa per una vecchia ferita narcisistica mai guarita per essere stata lasciata come le altre.
Un panorama femminile abbastanza complesso ricco di ambigue pulsioni, di tensioni che generano vicende più da dramma che da commedia.
La drammaturgia di Cotugno è nello svelare la verità dei loro comportamenti nonché il profilo del protagonista creando un affresco della società contemporanea in cui viviamo
Il linguaggio scenico è abbastanza scorrevole e fluidi sono i tempi teatrali : niente pause inutili pur nella ripetitività delle situazioni inerenti le quattro ministorie.
Un cast di buon livello ha dato uno spettacolo interessante.
Pubblico attento e plaudente durante e alla fine della rappresentazione