Sono un uomo di tango
di Carmelo La Carrubba

 

 

Due straordinari ballerini di tango argentino Marcela Szurkalo e Pablo Mojano accompagnati dalla musica di Astor Piazzola suonata dal vivo da Luca Nostro, chitarra classica e Cristian Lui, bandonèon e fisarmonica, hanno reso piacevolmente godibile, trascinandone gli spettatori, lo spettacolo “Sono un uomo di tango” in scena l’ultimo sabato e domenica di gennaio al Piccolo Teatro di Catania.


Il testo dello spettacolo nasce dal libero adattamento dell’autobiografia di Astor Piazzola “Sono un uomo di tango” (2009) in cui sono raccontati i momenti formativi della sua personalità e della sua musica che arricchì le vecchie melodie del tango con interventi innovativi che da Bach attraversano i maggiori compositori della musica classica contemporanea e moderna compresa l’esperienza e la lezione jazz. Un percorso tormentato e una vita errabonda ma con mete splendidamente realizzate che trovarono un grande successo non solo in America ma in Europa e particolarmente in Italia, Germania, Francia.


Anche il cambiamento nella tradizione della danza argentina fu fatto con nuovi strumenti e sonorità di origine classica e contemporanea dando origine alla nuova stagione denominata “nuovo tango” profondamente imbevuta di jazz.
La stagione scorsa in “Romolo il Grande” di Durrenmatt allo Stabile di Catania Mariano Rigillo ne era stato il protagonista. Ora, sulla scena, per una “lettura” meditata nei panni del musicista Astor Piazzola Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini che interpreta le due mogli del musicista, rievocano la vita di un uomo solitario che visse per la musica dai primi passi fino al successo. “Un pensiero triste ballato” definì Borgès il tango che credo sia anche un dialogo sensuale fra due creature che si evolve all’infinito e si rinnova ad ogni ballo. La magia del tango è rivissuta per le musiche che hanno interpretato splendidamente i due ballerini e i brani celebri sono: Jane y Paul, Oblivion, Adios Nonino, Libertango, Milonga, Ave Maria.
Lo spettacolo trova un suo equilibrio – dovuto alla misurata regia di Uberto Kovacevich – fra danza, musica e parola ma diventa trascinante per la prorompente bravura dei due ballerini che con la loro resa stilistica nel disegno degli arabeschi figurati durante le loro esibizioni hanno interpretato la complicità della coppia che si ha in questa danza, la sensualità dei corpi che si muovono al ritmo della musica di Piazzola che ha coinvolto protagonisti e pubblico.
Applausi durante e alla fine dello spettacolo con due bis concessi dai due ballerini per il felling che si era istaurato con il pubblico plaudente, coinvolto e trascinato dalla loro performance danzante.