Volare
di Carmelo La Carrubba

 

Nella tradizione del teatro napoletano si iscrive lo spettacolo di Gennaro Cannavacciuolo “Volare” in scena al Teatro Brancati, omaggio a Domenico Modugno e alla canzone italiana.

Il recital del cantante e attore napoletano che ha avuto come maestri Eduardo De Filippo e Pupella Maggio non è una rivisitazione delle canzoni di Modugno ma è soprattutto una interpretazione non solo del testo ma della melodia che costituì – rispetto al passato – un taglio rivoluzionario nel panorama italiano. E l’incontro e poi il viaggio con Modugno è ricco di significati ed implicazioni anche perché Domenico Modugno fu anche un brillante attore drammatico brectiano nelle mani esperte di Strelher. Non fu solo Mister Volare ma anche interprete di commedie musicali come “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo sulla vita di Masaniello che qui viene recitato con l’apporto della voce di Pupella Maggio. La grande attrice napoletana era stata felice – rievoca Cannavacciuolo – di dare il suo contributo allo spettacolo non solo per affetto ma per continuare ad essere in tournèe con la sua voce anche dopo la morte.

Anche “Rinaldo in campo” il grande successo di Modugno e Delia Scala viene ripreso dall’attore napoletano; ma quello che più intriga in questo spettacolo è la figura del protagonista che da vero affabulatore affascina e trascina il pubblico con cui “dialoga” sempre non solo scendendo in sala e offrendo il caffè mentre ne canta l’omologa canzone ma arricchisce culturalmente il personaggio Cannavacciuolo quale interprete di avanspettacolo rinverdendo una tradizione che è alla base dello spettacolo comico, di quello che costituisce la base del varietà.

Alla padronanza della scena Cannavacciuolo aggiunge delle ottime doti vocali e una intelligente sensibilità poetica nell’interpretare il mondo artistico di Modugno facendolo suo con una cifra stilistica di vero chansonier.

Il repertorio è fin troppo noto comunque ricordiamolo da “O Caffè” a “La donna riccia”, “U pisci spada”, “Iu mammeta e tu” , “La cicoria” per arrivare a “Vecchio frac”, “Tu si na cosa grande”, “Resta cu me”, “Nel blu dipinto di blu” cantato e danzato a tempo di tip tap in cui ancora una volta l’attore ha creato situazioni interattive coinvolgendo a cantare il pubblico come aveva precedentemente fatto prima facendolo sorridere, ridere, riflettere sulle malinconie della vita.

La regia di Marco Mete è stata asciutta ed essenziale sia nei movimenti scenici sia nel dettarne i ritmi incalzanti senza pause inutili sia nel creare suggestive atmosfere intonate alle canzoni e sapendo dosare momenti recitativi a esecuzioni vocali e musicali create dal vivo da Marco Bucci al pianoforte, Rossella Zampiron al violoncello e Andrea Tardioli al clarinetto e sax contralto.

Si replica fino all’11 dicembre. Pubblico entusiasta ed emotivamente coinvolto