Vuoti a rendere
di Carmelo La Carrubba


“Vuoti a rendere” di Maurizio Costanzo è una deliziosa commedia e con questo titolo leggero ma impietoso è diventata lo spettacolo andato in scena al Teatro comunale di Trecastagni per lo Stabile di Catania. In questa pièce al centro ci sono le vicende di una coppia di anziani coniugi e di quanto un trasloco possa squilibrare e caratterizzare la condizione dell’anziano che spesso con molto cinismo viene considerato – come nel nostro caso – dall’unico figlio, un vuoto a rendere. Il tema è denso, tragico mentre la sua esposizione scritta nonché la sua realizzazione drammaturgica avvenga all’insegna della leggerezza, del tocco elegante del racconto che invece di calcare sui temi li sfuma, li accenna, li dissolve – non senza nostalgia – in quello scorrere della vita presentandoli con grazia, quella stessa che nella vita è presente anche quando le soddisfazioni ricevute non contengono niente di eroico o di soddisfacente.

La trama narra di una coppia di anziani che traslocano dalla città alla campagna: lasciano l’appartamento che abitano in città all’unico figlio che si sposerà e ha bisogno di spazi più ampi e confortevoli mentre i suoi genitori possono accomodarsi nella quiete campagnola in solo due stanze. Ogni considerazione che i protagonisti fanno sugli avvenimenti che vivono o che evocano è all’insegna di una delicata ironia che diventa la cifra stilistica dello spettacolo e, offre, allo spettatore, una serie di considerazioni abbastanza divertenti sul loro bilancio di tutta una vita con le tante frustrazioni, equivoci e sogni mai realizzati. Infine diventano importanti nel ricordo anche situazioni velleitarie o desideri mai realizzati da entrambi come l’adulterio mai consumato di lei o il romantico viaggio a Parigi sempre sognato e mai realizzato da entrambi. E anche la convivenza di una vita per la coppia diventa motivo di riflessione sul loro passato, sulla condizione e l’autonomia dell’anziano e del rispetto di questi da parte dei figli perché, in fondo, questo momento della vecchiaia non appartiene solo ai nostri due eroi ma a tutti noi in quel particolare momento della vita che – quando arriverà – ci pone tutti nella condizione di poter diventare dei vuoti a rendere.

 

E’ chiaro che la pièce è anche un “pretesto” scenico per dare la possibilità a due straordinari e sensibili attori quali Valeria Valeri nel ruolo di una donna moglie in cui prevale la praticità e la saggezza e Paolo Ferrari nel ruolo di un uomo che non perde mai l’equilibrio anche nelle situazioni in cui è facile che avvenga mantenendo anzi candore e pudore. Essi per ogni situazione ci regalano ognuno un ritratto che fa parte di tanti altri che lumeggiano la loro esperienza ricca di sfaccettature, una più bella di un’altra. La loro arte scenica e recitativa eccelle nel far venire fuori sfumature e caratteristiche dell’animo umano. Paolo Ferrari e Valeria Valeri hanno interpretato i loro ruoli con una gabata leggerezza come è nello stile della commedia e dello spettacolo a cui Giancarlo Zanetti ha impresso, con la sua regia, i ritmi incalzanti del comico, di una comicità amara e malinconica facendo di questi due modesti ma umani eroi dei personaggi da amare e non dei vuoti a rendere, Il pubblico ha ben gradito lo spettacolo applaudendo durante e alla fine parecchie volte.