Nato nel 1950 a Catania, si é diplomato nel 1969 come perito chimico industriale, ma attualmente presta servizio presso gli Uffici del Tribunale di Catania.
A 14 anni inizia la sua attività artistica nei teatrini d'oratorio, recitando anche per i ragazzi internati al carcere minorile di Acireale (Catania), nel teatrino dell'istituto, interpretando la parte del cancelliere nella famosa commedia di Nino Martoglio "I Civitoti in Pretura".


Come poeta, nel 1978 pubblica il suo primo libro "Frammenti d'ansia", ricevendo lusinghieri apprezzamenti anche da parte del  figlio del grande Eduardo De Filippo, Luca, che in quel periodo si trovava in tournee in Sicilia.
La poesia "E' tempo di pregare" é stata premiata nel 1983 con il terzo premio internazionale di poesia religiosa indetto dal Circolo SS. Croce di Taranto, sotto l'egida della locale Amministrazione Provinciale.
Altre poesie della stessa raccolta ricevono nelle successive edizioni del premio, segnalazioni speciali dalla giuria.
Nel  1995 pubblica il secondo volume di versi "Sole Nuovo" (Le poesie della Vita, della Fede, dell'Amore, della Morte), accolto sempre favorevolmente dal pubblico e dalla critica, mentre la poesia che da' il titolo alla raccolta viene recitata al Teatro Juarez di Barquisimeto (Venezuela) in occasione della commemorazione del console italiano, dottoressa Ines Vaccaro, scomparsa prematuramente.
Nel maggio del 2002 pubblica la sua terza raccolta di versi "Melanconie - Poesie  Andaluse e Mediterranee" con la prestigiosa casa editrice "Il Girasole" di Ravenna; alcune  poesie sono  state pubblicate in varie riviste culturali sia locali che nazionali.


Dal 1980 comincia a occuparsi di cabaret scrivendo, con la collaborazione di Sandro Gaglio, ben sedici copioni per il Gruppo Spettacolo “La Forbice” e numerosi monologhi cabarettistici scritti appositamente per i più svariati interpreti del cabaret siciliano, approdando a prestigiosi  palcoscenici come il Teatro Erba di Torino (Festival Nazionale del Cabaret - Sesta edizione 2-3-4- ottobre 1997) con il cabarettista catanese David Simone Vinci.
Ha scritto i testi per alcuni noti show-mans siciliani 
-tra questi il famoso Enrico Guarneri, detto "Litterio" (nella foto a fianco)- così come per  il sempre in auge Pippo Barone, protagonista della fortunata trasmissione televisiva "Forum Show", (su TELECOLOR-ITALIA 7). Per questa trasmissione ha scritto oltre settanta schetck, anche in collaborazione con Pippo Coppola, coautore del programma. Ha collaborato saltuariamente con il gruppo "Le Tagliole" (al secolo, Carmelo Florio e Piero Zola) e per  "i Tavola Calda", capitanati da Salvo Leonardi.
 

 

 


Per il teatro ha scritto:
- "Quelli che aspettano", commedia patetico-brillante in tre atti, rappresentata per la prima volta nel 1976 dalla Compagnia "Turi Pandolfini" diretta da Fortunato Crimi;
- "A scatola chiusa", commedia in tre atti a sfondo sociale sul problema dell'aborto, inedita;
- "Il contratto", ovvero "Per favore, fatelo maschio!!", commedia brillante in due atti (prima rappr. nel 1992);


- "Le nozze di Armando", commedia brillante in due atti, scritta appositamente per Enrico Guarneri; prima rappresentazione nel 1990);
- "Dietro l'eclissi", (Prossima Futura), tragicommedia in due atti,  scritta con la coautrice Rossana Quattrocchi, inedita;
- "U campeggiu", farsa in due atti scritta con P. Coppola, inedita.

- "C'jelo, mio marito" (Jelo, profondo Jelo), monologo tragicomico scritto appositamente per Guia Jelo;

- "Dietro la porta", monologo semiserio che sarà rappresentato in anteprima nazionale dal gruppo Teatro Gamma di Catania nella sala del Teatro S.Orsola il 13-14 Aprile 2006, per la stagione "Nuova scena - 1ª Rassegna Autori Moderni".

- "La favola del figlio cambiato... a modo mio", tratto da Luigi Pirandello, monologo di denuncia sociale.

- "Tutto suo padre (ovvero "La farfalla e lo scarabeo)" commedia in due atti dedicata a Pippo Pattavina.

Ha scritto inoltre alcuni soggetti cinematografici e alcuni brevi racconti: "A doppio Filo", "Quella piccola agenda di pelle nera"
(leggi) , "Sotto il sole di mezzanotte", "Il settimo senso"

 

Ha ricevuto note critiche o apprezzamenti da parte di:
- Dott. Rino Cardone, giornalista Rai-Tv; Luca De Filippo; Pippo Baudo; Pino Caruso; Prof. Santi Correnti; Prof.ssa Rosa Mari Ancona, poetessa; Prof.ssa  Sarah Zappulla Muscarŕ; dott.Mauro Longo, giornalista e commediografo; Angelo Scandurra, scrittore e poeta; Prof. Benedetto Macaronio, poeta, (premio Pisa); Avv.Renato Pennisi,giornalista e poeta; Nando Greco, regista; Berta  Ceglie, attrice; Anna Malvica, attrice; Fioretta Mari, attrice; Pippo Pattavina, attore; Romano Bernardi, regista; Nino Mignemi, commediografo,(oggi scomparso); Dott. Nuccio Sciacca, giornalista; Prof. Roberto Laudani, critico; Prof. Luciano Corradini, Sottosegretario di Stato; Mary Mitchell Tartaglia, pittrice canadese (res. in Honduras); Dott.A.Di Mauro, (doc. univ. di Maracaibo, Venezuela); Prof. On.le Nello Musumeci, Dep. Parlamento Europeo; Dott.ssa Rossana Quattrocchi, giornalista; Dott. Mimmo Laghezza, giornalista; Dott.ssa Vitaliana Zanda, regista; Dott. Michele La Spina, critico; Dott. Lo Scalzo, giornalista; Dott.Francesco Acanfora, direttore Centro di Studi Italiani in Zurigo; M° Gaetano Messina, pittore e giornalista, direttore del trimestrale "Olismo Ruben - Acquarius"; dalla dott.ssa Agata Napoli, funzionario vice consolato d'Italia di Rochester (New York); dal maestro e showman italo-canadese Paul Cimiello, direttore di Radio Weef di Chicago e dalla giornalista e scrittrice Janine Padilla, residente a Tegucigalpa (Honduras).


 

 

Una poesia di PIERO JUVARA
tradotta in lingua spagnola
(Dalla raccolta "MELANCONIE) Ediz. IL GIRASOLE

TU FOSTI PER ME...

Tu fosti per me
come un fiore rosso
sfuggito dalle mani
e caduto nell'acqua
limpida del fiume
e portato via lontano
dalla corrente...

LO QUE FUISTE PARA MI..

Tu fuiste para mi
como una flor roìa
caída de las manos
y arrojada al agua
limpida del rio
y llevada a lo lejos
por la corriente...

(Traduzione in spagnolo castigliano di RICCARDO DANGELO GULISANO)

 



 

"La fede nella rinascita in Sole Nuovo di Piero Juvara, (Ed. La Vallisa, Bari 1994)

In questa raccolta di liriche, il poeta Piero Juvara esterna tutti i suoi credo più profondi nei confronti della realtà, o meglio, come recita il sottotitolo, della vita, della fede, dell'amore e della morte. Poesie che si dispiegano lungo il filo conduttore tracciato dai temi che il poeta tratta con estrema versatilità e trasporto. In particolare le 53 liriche si snodano su due versanti opposti, eppure convoglianti in un unico punto fermo che è la vita. La nota introduttiva è assai esplicativa e rende chiaro al lettore quale sarà il percorso della raccolta. Si passa dal realismo pessimista, «il confine delle miserie umane, del dolore quotidiano, della materialità, dell'egoismo, perciò della disperazione» all'ottimismo legato alla fede, quello irraggiungibile che è «l'orizzonte della speranza, della fede, della spiritualità, oltre il quale si scorge la luce dell'assoluto».
Una raccolta che oscilla tra questi due orizzonti, tra la presa di coscienza amara, obiettiva eppur coraggiosa e la fede nel miglioramento e nella natura umana (quant'è vicino Leopardi!). Il poeta non traccia alcuna spiegazione, non è vate e non vuole mostrare la retta via, egli è solo lucido osservatore della realtà nel primo orizzonte e uomo fiducioso e aperto alla fede nel secondo. Il suo consiglio è quello di scegliere da soli e con coscienza a cosa votare la propria vita.
Ambivalenza quindi è la parola chiave della raccolta, ma anche il simbolo di una chiusura e pacata accettazione che si apre a nuova speranza, così come nelle strofe finali della lirica che dà il titolo al libro: «Eppure alle nostre spalle, / sopra il mare, / sopra il cielo, / dal colore inconsueto, / risplende per tutti / un Sole Nuovo».
Per quanto riguarda la forma, le liriche sono libere da ogni costrizione e schema. Seguono solo il flusso dell'animo, del canto e dell'ispirazione poetica. Poesie che cantano la vita, l'amore e l'amicizia, che sono velate di pessimismo eppure fervide di immagini e colme di immediatezza, poesie in cui la cultura e l'origine del poeta fa da sfondo ad ogni tema ispirativo e ad ogni verso. Una sicilianità che non ha bisogno del dialetto per essere ostentata in tutta la sua forza, ma che fa capolino in ogni metafora, in ogni simbolo, in ogni immagine e soprattutto in ogni visione della realtà.
Poeta amabile e sincero, Piero Juvara, che, insieme a tematiche su cui ragionare e speculare, riesce ad offrire a chi lo legge il suo intero mondo interiore.


Maria Enza Giannetto

 

Da "Il Convivio" - trimestrale di Poesia, Arte e Cultura dell'Accademia internazionale "Il Convivio" fondato da Angelo Manitta.

gennaio-marzo 2004.

 

 

 


A Cajo Blanco (Cuba)

 

 

Presentazione dell'11ª  edizione di
 "Artisti contro l'Aids" 21/5/2004

 
 
Dalla rivista "Olismo Rubens",
Aprile/MAggio 2005

"Vai in Vietnam... E che ci vai a fare?"
di Piero Iuvara

 

 

Dal "Giornale di Sicilia",
29/9/2005

"Campofelice di Roccella
Premi d'onore siciliano"

di Pierpaolo Maddalena

 

 

 
  Recensione di Giuseppe Litrico

Solarità mediterranea e angoscia esistenziale nella poesia di Piero Juvara
 
   

Da "Olismo Ruben",
ottobre/dicembre 2005

"Quando la creatività
promuove il territorio"

 

   
   

Dal "Giornale di Sicilia",
12 ottobre 2005

"Campofelice, assegnati i premi "Quattro arcangeli"

 

   

 

 

 

 


 

CONVINCENTE SUCCESSO DI PUBBLICA E DI CRITICA PER “LE NOZZE DI ARMANDO” DI PIERO JUVARA AL TEATRO SIPARIO BLU

E’ stata rappresentata con successo di pubblico di critica al Teatro Sipario Blu dalla Compagnia Azeta 2 di Catania, il 16 e il 17 febbraio u.s. (in una edizione leggermente rimaneggiata, per motivi di forza maggiore), la commedia brillante in due atti di Piero Juvara
“LE NOZZE DI ARMANDO”.
Rappresentata per la prima volta nel 1991 dalla Compagnia “I Siculi” di Catania capitanata da Enrico Guarneri (il famoso Litterio) per la quale fu appositamente scritta, il lavoro ancora oggi continua a riscuotere entusiastici consensi di pubblico e di critica, sia per l’originalità e la freschezza della trama, che rende il lavoro attuale e godibilissimo, anche se è stato scritto “appena” 17 anni fa, sia per il “tourbillon” delle trovate, e dei numerosi colpi di scena che rendono assai brillante il testo, con un groviglio di equivoci e interferenze tra i vari strani personaggi che riescono a coinvolgere in pieno l’attento pubblico fino all’insospettabile doppio finale a sorpresa, pubblico che, alla chiusura del sipario ha premiato tutti gli attori (e le varie maestranze, autore compreso) con scroscianti, ripetuti e calorosi applausi.


Volentieri citiamo tutti i partecipanti alla grande corsa: Antonio Liotta, Grazia Ragonese, Maria Juvara, Rosy Balsamo, Gabriella Amantia, Giambattista Spampinato, Piero Pistone, Antonio Pitalà, Pippo Carmeni, Gaetano Carmeni e Roberta Amantia. Regia di Alfio Marino.