Rinasce il Teatro Sangiorgi

Riapre i battenti, dopo 13 anni di chiusura, uno teatro simbolo di Catania

 

Per Catania si tratta di un vero e proprio avvenimento da annotare negli annali della città. Finalmente, dopo 3 anni e mezzo di restauri, per un costo di 12 miliardi e 776 milioni delle vecchie lire, il glorioso Teatro Sangiorgi, in via Antonino di Sangiuliano, la vecchia via Lincoln, ritorna ai catanesi. Dopo 102 anni dalla sua prima inaugurazione e dopo 13 anni di chiusura, riapre i battenti e torna ad essere protagonista della vita culturale di Catania.

La cerimonia di inaugurazione dell’edificio restaurato è avvenuta alla presenza del sindaco Umberto Scapagnini, dell’assessore regionale ai Beni Culturali Fabio Granata, del commissario ad acta della Fondazione Teatro Massimo Bellini Alberto Bombace, del Presidente della Provincia di Catania Nello Musumeci, dell’on. Enzo Bianco e di tantissime altre autorità. Non è mancata la presenza di un emozionato commendatore Guglielmo Sangiorgi (ultimo proprietario degli Esercizi Sangiorgi, che con i suoi 105 anni di età ha attraversato l’intera storia della sala di via Antonino di Sangiuliano), quella di Tuccio Musumeci e di "zio" Ciccino Sineri che ha presentato, proprio al "Sangiorgi", le sue celebri sceneggiate.

 

L’INAUGURAZIONE

Lo stesso giorno di inaugurazione del "Sangiorgi" e l’indomani hanno visto un continuo pellegrinaggio di catanesi, curiosi di conoscere e di rivedere il glorioso edificio nella sua nuova veste ed è stata anche l’occasione per ascoltare i concerti di gruppi come Incanto Mediterraneo, Ensamble Belliniano, Nuovi Cameristi, Coro femminile da camera e Freedom Sound Ensamble. La storia e il restauro del Sangiorgi sono documentati in una mostra allestita nell’atrio e nei saloni, che resterà aperta al pubblico fino alla fine dell’anno.

 

LA STORIA

All’inizio era solo una vasta area in via Lincoln, acquistata dal lungimirante cavaliere Mario Sangiorgi, che nei suoi giri d’affari a Parigi aveva scoperto, erano gli ultimi anni dell’Ottocento, nuove e remunerative forme di intrattenimento. Poi fu semplicemente il Sangiorgi, come da allora lo hanno apostrofato i catanesi.

Lo stabilimento fu inaugurato il 7 luglio del 1900 con la "Boheme" di Giacomo Puccini: una sala teatrale all’aperto ricca di stucchi e sfarzo del pittore napoletano Salvatore Di Gregorio, progetto dell’ingegnere Salvatore Giuffrida, un ristorante, un caffè concerto, una birreria, una trattoria, un albergo, persino una sala da pattinaggio. Era inizialmente un teatro all’aperto, il tetto arrivò soltanto nel 1907.
Da sempre ha rappresentato un punto di riferimento per la vita, la storia, il costume della città, per nulla scalfito dalle vicende più recenti, fatte di abbandono, degrado, perfino, negli ultimi anni spettacoli a luci rosse.
La sala, prima della gestione Bellini, fu chiusa il 30 novembre del 1989 con un film a luci rosse e questa attività era cominciata nel 1977.

 

LA GESTIONE DI GUGLIELMO SANGIORGI

 

Ricordiamo che il giovane Guglielmo aveva appena 19 anni quando il padre Mario, fondatore del teatro, morì lasciando la gestione al fratello Concetto e a lui stesso. A Guglielmo, il più piccolo dei figli maschi del cavaliere Mario, si deve la gestione ed il consolidamento del Sangiorgi. Il Cavaliere Guglielmo, come gestore, ristrutturò la sala teatrale, aggiunse l’albergo diurno, inaugurò la fattoria dove si gustò per la prima volta la pizza a Catania, portò a Catania il bel mondo dello spettacolo e del varietà. Sul palcoscenico del Teatro si alternarono Totò, Rascel, la Baker, la Osiris, Nino Taranto, Angelo Musco e Giovanni Grasso, Raffaele Viviani, Petrolini, Randone, Gilda Mignonette, Alberto Rabagliati, Natalino Otto ecc.

 

Poi arrivò la decadenza ed il Teatro Sangiorgi venne acquistato dal Teatro Massimo Bellini nel 1988, per 1 miliardo e 250 milioni di lire, dall’allora Ente autonomo regionale, oggi Fondazione Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania che lo ha restituito finalmente alla città, dopo complessi restauri.

 

LE CARATTERISTICHE DEL NUOVO "SANGIORGI"

Un’elegante sala da 477 posti (313 in platea e 164 in tribuna), un palcoscenico di 12 m. di profondità, 10 m. di larghezza e 12,80 di altezza, il prestigioso foyer dedicato al critico catanese Domenico Danzuso, una serie di spazi per eventi culturali tra cui spicca il ricco foyer al primo piano ed i nuovi uffici amministrativi della Fondazione nella parte che fu l’annesso albergo, costituiscono il nuovo Teatro Sangiorgi la cui ristrutturazione e restauro è stata voluta e curata dal Teatro Massimo Bellini con le proprie maestranze.

Il "Sangiorgi", adesso, è stato restituito alla città, in tutto il suo splendore. Catania si riappropria di un nuovo sito culturale, di un pezzo della sua storia.

 

  Maurizio Giordano